febbraio 08, 2026

LA POLITICIZZAZIONE DELLA VITA QUOTIDIANA HA ROTTO IL C**O

 




Negli ultimi anni la politicizzazione è diventata una mania invasiva. Tutto è politico, tutto è schierato, tutto deve dire da che parte stai. Devi sempre presentarti dicendo per chi voti.  Hobby, alimentazione, consumi, sport, intrattenimento, relazioni personali e private: nulla è più innocente, niente è più libero. La vita quotidiana si è trasformata in un campo di battaglia permanente, dove ogni gesto è sospetto e ogni preferenza diventa una dichiarazione ideologica. L’ideologia come le griffe.

Sempre più spesso le scelte individuali non sono guidate dall’utilità o dal gusto personale, ma dall’esigenza di segnalare appartenenza e colpire quello che consideri l’avversario. Si reagisce per “partito preso”, senza riflessione critica, riducendo il confronto a uno scontro volgare, rozzo e superficiale. Le opinioni politiche si fondono con l’identità sociale: etnia, religione, preferenze sessuali, abitudini di consumo e media frequentati diventano marcatori ideologici. Una catalogazione forzata degli individui, privati della libertà di essere contraddittori, ambigui, semplicemente umani.

Basta poco perché anche ciò che è neutro venga sequestrato dalla politica. Una preferenza cromatica — rosso o nero — diventa automaticamente un segnale di comunismo o fascismo, indipendentemente da chi la esprime.

Le piattaforme digitali e i social alimentano questa dinamica, premiando il conflitto e la rabbia. Discussioni ideologiche esplodono ovunque, persino sotto contenuti di puro intrattenimento, e degenerano rapidamente in insulti e minacce. Gli spazi di confronto super partes sono scomparsi, sostituiti da bolle ideologiche impermeabili. Il dialogo viene soffocato dalla ghettizzazione: “sei di sinistra, quindi sei il nemico”, oppure l’accusa automatica di fascismo rivolta a chiunque condivida — anche solo in parte — un’idea associata alla destra.

Questo approccio riduce ogni esperienza a una lente politica, svuotandola di leggerezza, piacere e complessità. Nel frattempo proliferano falsi dibattiti su questioni marginali, utili solo a distrarre l’opinione pubblica dai problemi strutturali e dalle reali dinamiche di potere.

Parlo anche per me: forse perché mi sento più artista che militante, ho piene le scatole di questa iper-politicizzazione e rivendico il diritto di pensare, ragionare e sbagliare per conto mio. Difendere l’autonomia del pensiero non significa ignorare i diritti umani o le libertà civili — spesso calpestate proprio da chi si proclama loro difensore.

È tempo di dirlo senza giri di parole: non tutto deve essere politico per essere importante, e non tutto ciò che è politico è automaticamente giusto. Ridurre la vita a un referendum permanente non è impegno civile, è povertà di immaginazione. La politica che pretende di occupare ogni spazio finisce per non capirne nessuno. E quando tutto diventa ideologia, l’umanità — quella vera — è sempre la prima a pagare il prezzo.

Basta!

 Cosmo de la Fuente

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English Version

n recent years, politicization has become an invasive obsession. Everything is political, everything is aligned, everything must declare which side you are on. You must always introduce yourself by saying who you vote for. Hobbies, diet, consumption, sports, entertainment, personal and private relationships: nothing is innocent anymore, nothing is free anymore. Daily life has turned into a permanent battlefield, where every gesture is suspicious and every preference becomes an ideological statement. Ideology is like designer labels.

Increasingly, individual choices are not guided by utility or personal taste, but by the need to signal belonging and strike at what you consider to be the enemy. People react out of “partisanship,” without critical reflection, reducing debate to a vulgar, crude, and superficial clash. Political opinions merge with social identity: ethnicity, religion, sexual preferences, consumption habits, and media consumption become ideological markers. A forced cataloging of individuals, deprived of the freedom to be contradictory, ambiguous, simply human.

It doesn't take much for even what is neutral to be hijacked by politics. A color preference—red or black—automatically becomes a sign of communism or fascism, regardless of who expresses it.

Digital platforms and social media fuel this dynamic, rewarding conflict and anger. Ideological discussions explode everywhere, even under purely entertainment content.

COSMO DE LA FUENTE 


 


febbraio 02, 2026

L’INFERNO NON HA COLORI: IL SANGUE VERSATO NON AMMETTE TIFO

 





BASTA TIFOSERIE SULLA PELLE DELLA GENTE

L’INFERNO NON HA COLORI: IL SANGUE VERSATO NON AMMETTE TIFO


So che potrei farmi qualche nuovo nemico. Ma se sapessero quanto me ne frega davvero, si risparmierebbero la fatica. Ho quello che qualcuno potrebbe definire un problema. In realtà è un vantaggio: mi permette di pensare con la mia testa e non con idee inculcate da altri. Per quello esistono già le religioni — e spesso anche le ideologie.

Io preferisco essere onesto, prima di tutto con me stesso. Ed è per questo che sono sempre più convinto di una cosa: la storia non è tifo. La storia è sangue, fame e morti.

E Dio solo sa quanto mi stiano sulle palle i fanatici di ogni sponda. Quelli che confondono la fede con il dogma e le idee politiche con verità assolute. Quelli che smettono di ragionare nel momento in cui pensano di avere sempre ragione.

Ma torniamo al tema che oggi mi sono prefissato. C’è una cosa che mi ha sempre dato fastidio: l’idea che per forza tu debba scegliere una squadra. O stai “da una parte”, o automaticamente sei il nemico.

Peccato che la storia non funzioni come uno stadio .La storia non ha curve, cori o bandiere innocenti.

Ha morti. E ne ha avuti tanti. Da tutte le parti. Il comunismo non è solo un’idea romantica, così come non lo è stato il Chavismo. Quando si parla di comunismo, c’è sempre qualcuno pronto a dire: “Sulla carta era giusto” “Il problema è che è stato applicato male”

Bene. Ma allora giudichiamo le applicazioni, non le favole.

URSS, Cina, Cambogia, Corea del Nord, Cuba, Venezuela. Questi non sono “errori di percorso”, sono regimi durati decenni. Ancori operanti.

In Unione Sovietica morirono decine di milioni di persone tra carestie indotte, Gulag e purghe politiche. In Cina, sotto Mao, il Grande Balzo in Avanti causò oltre 40 milioni di morti, in gran parte per fame provocata da politiche statali. In Cambogia, il comunismo dei Khmer Rossi eliminò un quarto della popolazione in pochi anni. A Cuba e in Venezuela non servono cifre astronomiche per capire: basta guardare quanti scappano e quanti tacciono per paura. E non dimentichiamo 8 milioni di Venezuelani fuggiti dalla dittatura chavista e madurista.

Le stime storiche parlano chiaro: tra i 65 e i 100 milioni di morti sotto regimi comunisti nel XX secolo.

Se questi numeri danno fastidio, il problema non sono i numeri. Il problema sei tu!

Il fascismo non è stato “meno peggio”. Dall’altra parte non c’è nessuna assoluzione possibile.

Il fascismo e il nazismo hanno mostrato cosa succede quando lo Stato diventa una religione. Ripeto: QUANDO LO STATO DIVENTA RELIGIONE.

Il nazismo ha organizzato il genocidio industriale di 6 milioni di ebrei, oltre a milioni di civili e oppositori politici. Il fu fascismo italiano ha cancellato le libertà, represso il dissenso e massacrato popolazioni coloniali in Africa. La Spagna franchista e altri regimi autoritari hanno fatto il resto: prigioni, torture, esecuzioni. Qui nessuno può fare il moralista senza sporcarsi le mani. Mani sporche di sangue. Anche qui, milioni di morti.

La verità che nessuno vuole sentire. Ecco la parte che non piace né a destra né a sinistra:

👉 quando un’ideologia diventa totalitaria, uccide. Sempre. A destra o a sinistra, non cambia. Come spesso dico: non ci sono dittature buone e dittature cattive, tutte le dittature sono merda e sangue.

Non importa come si presenta: con la bandiera rossa o con quella nera, parlando di popolo o di patria,promettendo uguaglianza o ordine.

Il copione è identico: potere concentrato, opposizione eliminata, propaganda continua .E alla fine qualcuno muore, qualcun altro sparisce, e il resto impara a stare zitto. Chi condanna solo il fascismo ma giustifica il comunismo non sta difendendo i deboli, sta scegliendo i morti giusti. Chi fa il contrario non è più onesto.

Perché non mi schiero. Io non mi sono mai fidato delle ideologie che pretendono di avere ragione al 100%. Perché quando qualcuno dice di avere la verità assoluta, prima o poi decide anche chi non merita di parlare. Provate a pensarci, magari ne avete uno o una proprio in casa.

La mia esperienza, come quella di chi ha visto il proprio paese distrutto da un regime che si diceva “del popolo”, mi ha insegnato a non credere alle promesse. Mi ha insegnato a guardare i risultati.

Per questo leggo più fonti. Per questo confronto versioni diverse.

Per questo non mi schiero per partito preso. Perché pensare con la propria testa oggi è scomodo. E proprio per questo è necessario.

La storia non va tifata. Va guardata in faccia. Anche quando fa male. Altrimenti è solo ignoranza.

gennaio 23, 2026

MARIA CORINA MACHADO IN CORSA PER IL VENEZUELA




 January 23, 2026

Il Venezuela ha un bisogno urgente di una seconda svolta decisiva. Non può più restare intrappolato in questo limbo criminale, in cui una parte consistente di un regime sanguinario continua, almeno formalmente, a esercitare il potere. Personaggi come Diosdado Cabello, i fratelli Rodríguez, Padrino López e gli altri responsabili del disastro nazionale devono essere definitivamente rimossi dall’amministrazione e dalla gestione del Paese.
Attendiamo fatti concreti, non promesse vuote, e soprattutto pretendiamo la liberazione immediata di tutti i prigionieri politici. Sappiamo che molti di loro versano in condizioni disumane e che, tragicamente, alcuni hanno già perso la vita — senza poter nemmeno chiamare le cose con il loro nome, perché la verità viene censurata.
Non potremo mai dirci liberi finché il Venezuela non sarà governato da chi ha dimostrato coraggio, coerenza e amore autentico per la patria. Maria Corina Machado rappresenta questa speranza, insieme a pochi altri che hanno resistito senza piegarsi, senza tradire, senza indossare maschere.
Basta con le doppie facce, basta con i corrotti, anche quelli della falsa opposizione che hanno venduto il Paese per convenienza personale. È tempo di verità, di dignità e di giustizia.
María Corina Machado Corina saprà guidare la rinascita del Venezuela. Sta a noi sostenerla, chiederlo a gran voce e accompagnarla in questo processo di liberazione nazionale, che restituirà dignità a chi ha resistito fino a oggi e futuro alle generazioni che verranno.
Venezuelani di ogni angolo del mondo, questo è il nostro momento.
Se vi sarà un secondo intervento USA è ora di entrare in tutte le carceri venezuelane.
[cosmo@cosmodelafuente.com]

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Venezuela necesita con urgencia una segunda transformación decisiva. Ya no puede seguir atrapado en este limbo criminal, en el que una parte sustancial de un régimen sanguinario continúa ejerciendo el poder, aunque sea de manera formal. Figuras como Diosdado Cabello, los hermanos Rodríguez, Padrino López y los demás responsables del desastre nacional deben ser removidos de forma definitiva de la administración y de la conducción del país.
Exigimos hechos concretos, no promesas vacías, y sobre todo reclamamos la liberación inmediata de todos los presos políticos. Sabemos que muchos de ellos se encuentran en condiciones inhumanas y que, trágicamente, algunos ya han perdido la vida, sin que siquiera se pueda nombrar la verdad como corresponde, porque la censura intenta silenciarla.
Nunca seremos verdaderamente libres mientras Venezuela no sea gobernada por quienes han demostrado valentía, coherencia y un amor genuino por la patria. María Corina Machado encarna esa esperanza, junto a unos pocos que han resistido sin doblegarse, sin traicionar, sin usar máscaras.
Basta de dobles discursos, basta de corrupción, incluso la de la falsa oposición que ha vendido al país por conveniencia personal. Ha llegado el momento de la verdad, de la dignidad y de la justicia.
María Corina sabrá conducir el renacimiento de Venezuela. Depende de nosotros respaldarla, exigirlo con una sola voz y acompañarla en este proceso de liberación nacional, que devolverá dignidad a quienes han resistido hasta hoy y futuro a las generaciones que vendrán.
Venezolanos de cada rincón del mundo, este es nuestro momento.
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gennaio 21, 2026

IL VENEZUELA DI TRUMP CON MARIA CORINA MACHADO

 


di Cosmo de la Fuente

I venezuelani, rappresentati da María Corina Machado, sono diventati oggetto di accese discussioni per aver espresso gratitudine al presidente degli Stati Uniti per il suo intervento in Venezuela. Ci troviamo, insomma, nel mezzo di questa diatriba tra Europa e il desiderio di dominio e di espansione di Donald Trump, che ha contribuito alla caduta del dittatore sanguinario. Lo ripeto ogni volta: in una situazione drammatica come quella vissuta dal nostro paese, chiunque si sarebbe sentito in dovere di ringraziare per il vantaggio indiretto ottenuto dal popolo venezuelano. Provare per credere! Da parte nostra sarà sempre un "grazie  Trump".

LA PREOCCUPAZIONE

Tuttavia, si tratta di una felicità incompleta, poiché gran parte del gruppo del regime è ancora attiva nel paese, nonostante le rassicurazioni secondo cui la presidente ad interim, Delcy Rodríguez, sia costretta a seguire gli ordini della Casa Bianca tramite Marco Rubio. Rimane preoccupante il fatto che non siano stati liberati tutti i prigionieri politici, molti dei quali si teme siano in gravi condizioni fisiche e mentali, e non si sa quanti di loro non siano più in vita. Uno di questi è proprio Hugo Marino, per il quale mi sto battendo nella ricerca della verità che potrebbe portare un po’ di pace alla madre e all’intera famiglia.

Solo María Corina Machado, con un adeguato supporto di sicurezza, potrebbe fare la differenza, rivelando la realtà sui prigionieri politici e sul macabro operato di Diosdado Cabello (ministro dell'Interno illegittimo) e dei fratelli Delcy Rodríguez e Jorge (presidente illegittimo dell'Assemblea nazionale). Perché, se da una parte la presidente ad interim (illegittima) deve seguire le istruzioni di Rubio, dall’altra coprirà i crimini commessi con omertà. A meno che, così come ha tradito Maduro, non faccia lo stesso con chi la circonda attualmente. Cosa molto probabile.

LA SPERANZA

Marco Rubio ha un ruolo chiave: se il Venezuela rappresenta realmente un vantaggio per le sue enormi risorse petrolifere, il Segretario di Stato è consapevole della necessità di facilitare il cammino per portare María Corina Machado alla presidenza del paese.

…… Español

Los venezolanos, representados por María Corina Machado, se han convertido en objeto de acaloradas discusiones por haber agradecido al presidente de Estados Unidos por su intervención en Venezuela. Nos encontramos, en resumen, en medio de esta diatriba entre Europa y el deseo de dominio y expansión de Donald Trump, quien ha contribuido a la caída del dictador sanguinario. Lo repito cada vez: en una situación dramática como la vivida por nuestro país, cualquiera se habría sentido obligado a agradecer por la ventaja indirecta obtenida por el pueblo venezolano.

LA PREOCUPACIÓN

Sin embargo, se trata de una felicidad incompleta, ya que gran parte del grupo del régimen aún está activa en el país, a pesar de las garantías de que la presidenta interina, Delcy Rodríguez, está obligada a seguir las órdenes de la Casa Blanca a través de Marco Rubio. Es preocupante que no se hayan liberado a todos los prisioneros políticos, muchos de los cuales se teme que estén en malas condiciones físicas y mentales, y no se sabe cuántos ya no están vivos. Uno de ellos es precisamente Hugo Marino, por quien estoy luchando en busca de la verdad que podría traer algo de paz a su madre y a toda su familia.

 

Solo María Corina Machado, con un apoyo de seguridad adecuado, podría marcar la diferencia, revelando la realidad sobre los prisioneros políticos y la macabra actuación de Diosdado Cabello (ministro del Interior ilegítimo) y de los hermanos Delcy Rodríguez y Jorge (presidente ilegítimo de la Asamblea Nacional). Porque, si por un lado la presidenta interina (ilegítima) debe seguir las instrucciones de Rubio, por otro lado cubrirá los crímenes cometidos con silencio. A menos que, así como traicionó a Maduro, haga lo mismo con quienes la rodean actualmente. Algo muy probable.

 

LA ESPERANZA

Marco Rubio tiene un papel clave: si Venezuela realmente representa una ventaja por sus enormes recursos petroleros, el Secretario de Estado es consciente de la necesidad de facilitar el camino para llevar a María Corina Machado a la presidencia del país. Siempre estaremos agradecidos a Donald Trump.


….. English

Venezuelans, represented by María Corina Machado, have become the subject of heated discussions for expressing gratitude to the President of the United States for his intervention in Venezuela. In short, we find ourselves in the midst of this dispute between Europe and Donald Trump's desire for dominance and expansion, who has contributed to the fall of the bloody dictator. I repeat it every time: in a dramatic situation like that faced by our country, anyone would feel compelled to thank for the indirect advantage gained by the Venezuelan people.

 

The Concern

However, this is an incomplete happiness, as a large part of the regime's group is still active in the country, despite assurances that interim President Delcy Rodríguez is forced to follow the orders of the White House through Marco Rubio. It remains concerning that not all political prisoners have been released, many of whom are believed to be in dire physical and mental condition, and it is unknown how many are no longer alive. One of them is precisely Hugo Marino, for whom I am fighting in the search for the truth that could bring some peace to his mother and to his entire family.

Only María Corina Machado, with adequate security support, could make a difference, revealing the reality of the political prisoners and the macabre actions of Diosdado Cabello (illegitimate Minister of the Interior) and the Rodríguez brothers, Delcy and Jorge (illegitimate President of the National Assembly). Because, on one hand, the interim president (illegitimate) must follow Rubio's instructions, while on the other hand, she will cover up the crimes committed with silence. Unless, just as she betrayed Maduro, she does the same with those around her currently. Something very likely.

The Hope

Marco Rubio plays a key role: if Venezuela truly represents an advantage due to its enormous oil resources, the Secretary of State is aware of the need to facilitate the way for María Corina Machado to become president of the country. We will always thank Donald Trump.

Cosmo de La Fuente

gennaio 15, 2026

TRUMP: DELCY DONNA STUPENDA, MA E' SOLO STRATEGIA - VENEZUELA -



La fazione chavista rimasta al "governo" in Venezuela ha parlato del rilascio di oltre 400 prigionieri politici. Ma Corina Machado e le organizzazioni per i diritti umani denunciano questa menzogna. Sarebbero molti di meno. Speriamo che Maria Corina riesca a far chiarezza e ad evidenziare quanto poco fantastica è la serpe ad interim. La cortesia e la seduzione sono ottime strategie. Donald lo sa. Oggi la Machado sarà a pranzo da Trump.

Cosmo de la Fuente

gennaio 14, 2026

VENEZUELA, HUGO MARINO PROFESSIONISTA ITALO-VENEZUELANO, SPARITO NEL 2019. IL GOVERNO SI ATTIVI!

 


Non si comprende perché Hugo Marino, italo-venezuelano, non venga ancora citato e considerato dalle forze politiche, dagli attivisti e da altri, nonostante sia un professionista di spicco che dirige un’azienda incaricata di localizzare i resti delle aeronavi sul fondo marino a Los Roques e sull'Isola di Margarita.

Uno dei motivi per cui il regime di Maduro potrebbe aver fatto sparire Hugo Marino è legato al suo ruolo come direttore dell'azienda specializzata nella localizzazione di aerei incidentati. Hugo Marino ha dichiarato di essere pienamente disponibile a collaborare per ritrovare l’aereo coinvolto nell’incidente, così come hanno già fatto con il Transaven YV-2081, precipitato il 4 gennaio 2008 e causante 14 morti, e con il YV-2615, coinvolto in un incidente il 4 gennaio 2013, che ha provocato 6 decessi, tra cui quello dell'imprenditore di moda italiano Vittorio Missoni. Entrambi gli incidenti si sono verificati nelle acque di Los Roques. È evidente che Hugo Marino aveva scoperto qualcosa di rilevante. La sua famiglia — madre, moglie e figlia — desidera soltanto la verità, quale che sia, per poter trovare finalmente un po’ di pace.

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HUGO MARINO: che fine ha fatto l'italo-venezuelano scomparso in Venezuela? aiutaci a ritrovarlo [video]


COSMO DE LA FUENTE
COSMO@COSMODELAFUENTE.COM 


gennaio 11, 2026

I VENEZUELANI FESTEGGIANO E INTORNO OMBRE COMANDATE E PERSONE TRASFORMATE IN BESTIAME DA CORTEO

 



(di Cosmo de la Fuente)

I VENEZUELANI FESTEGGIANO E INTORNO OMBRE COMANDATE E PERSONE TRASFORMATE IN BESTIAME DA CORTEO

Le manifestazioni di sostegno a Nicolás Maduro continuano a diffondersi anche in Italia, alcune delle quali hanno preso una piega violenta. È un paradosso inquietante che giovani siano spinti a scendere in piazza, aizzati da associazioni e figure che sembrano più interessate alla ricerca di un tema su cui combattere che ai diritti umani. Se avessero davvero a cuore il benessere della popolazione venezuelana, oggi sarebbero in festa con noi, piuttosto che sostenere un dittatore sanguinario.

Hugo Chávez fu il primo a manipolare la propaganda politica per diffondere il chavismo, raccogliendo attorno a sé alleati e menti facilmente influenzabili. La sua abilità nel controllare il messaggio fu straordinaria: molti caddero nel tranello delle sue promesse, illudendosi che fosse il Robin Hood del Venezuela, pronto a togliere ai ricchi per dare ai poveri. Ma la realtà era ben diversa: Chávez lasciò ai suoi figli una fortuna inestimabile, mentre una delle figlie, Maria Gabriela Chávez, vive agiatamente a New York, nell'odiato "impero Yankee".

 

Diversi personaggi, tra cui giornalisti, accademici e figure politiche (anche in Italia), furono costantemente influenzati dal chavismo, grazie a fondi generosi. Non c'è da sorprendersi, in fondo, se la povertà e la repressione si celavano dietro questa facciata luccicante. Con l'arrivo di Nicolás Maduro, la macchina della propaganda subì una trasformazione: da sottile e astuta a rozza e manifesta, puntando a utilizzare personaggi famosi – calciatori, politici, accademici e giornalisti – per rafforzare la propria immagine.

 

A chi, accecato dall’odio per gli Stati Uniti, sostiene che siamo diventati servitori di Washington, rispondiamo con la verità: per 26 anni abbiamo vissuto sotto l'oppressione di Cina, Russia, Cuba e Iran, annegati nella povertà e in un clima di terrore. I venezuelani sono morti per le strade protestando, torturati in centri di detenzione come il terribile Helicoide, spesso arrestati senza un vero capo d'accusa, talvolta solo per un post sui social media. Le atrocità compiute da collaboratori cubani non sono fiction: sono un'orrenda realtà.

 

Certo, gli Stati Uniti hanno i propri interessi, e lo hanno sempre avuti, ma non possiamo dimenticare un Venezuela che un tempo era il paese più ricco dell’America Latina, dove i bambini andavano a scuola sereni e non conoscevano la fame. Un cambiamento è necessario, e sebbene si possa dibattere sui metodi, non possiamo ignorare che il popolo ha sempre chiesto aiuto. Per anni, i venezuelani hanno visto sfuggire le loro speranze, e ora ci chiediamo: quanto altro dovremo aspettare? Le dittature devono cadere, senza eccezioni. Non importa quale maschera indossino, i tiranni si rivelano presto: chiudono i mezzi di comunicazione, puniscono le opinioni dissenzienti, torturano e affamano.

Se realmente ci fosse un interesse sincero verso le sofferenze del popolo, si festeggerebbe l’arresto di questo spietato dittatore.

Venezuela libero. Gli studenti e i giovani che scendono in piazza a protestare meritano di approfondire le loro conoscenze, evitando di farsi manipolare da chi cerca solo propaganda e vantaggi politici. È tempo di alzare la voce per la verità e la giustizia, è tempo di proteggere i diritti umani di tutti per non convertirsi in un numero e in bestiame da corteo.

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Venezolanos en Lucha: Un Llamado a la Verdad y a la Justicia

 

Las manifestaciones de apoyo a Nicolás Maduro continúan extendiéndose también en Italia, algunas de las cuales han tomado un giro violento. Es un inquietante paradoja que jóvenes sean empujados a salir a la calle, incitados por asociaciones y figuras que parecen más interesadas en encontrar un tema sobre el cual luchar que en los derechos humanos. Si realmente tuvieran en el corazón el bienestar de la población venezolana, hoy estarían celebrando con nosotros, en lugar de apoyar a un dictador sanguinario.

Hugo Chávez fue el primero en manipular la propaganda política para difundir el chavismo, reuniendo a su alrededor aliados y mentes fácilmente influenciables. Su habilidad para controlar el mensaje fue extraordinaria: muchos cayeron en la trampa de sus promesas, ilusionándose con que era el Robin Hood de Venezuela, listo para quitar a los ricos y dar a los pobres. Pero la realidad era muy diferente: Chávez dejó a sus hijos una fortuna incalculable, mientras que una de sus hijas, María Gabriela Chávez, vive cómodamente en Nueva York, en el odiado "imperio Yankee".

Diversos personajes, incluidos periodistas, académicos y figuras políticas (también en Italia), fueron constantemente influenciados por el chavismo, gracias a fondos generosos. No hay que sorprenderse, al fin y al cabo, si la pobreza y la represión se escondían tras esta fachada brillante. Con la llegada de Nicolás Maduro, la máquina de la propaganda sufrió una transformación: de sutil y astuta a burda y manifiesta, enfocándose en utilizar personajes famosos – futbolistas, políticos, académicos y periodistas – para reforzar su propia imagen.

 

A aquellos, cegados por el odio hacia Estados Unidos, que afirman que nos hemos convertido en servidores de Washington, les respondemos con la verdad: durante 26 años hemos vivido bajo la opresión de China, Rusia, Cuba e Irán, ahogados en la pobreza y en un clima de terror. Los venezolanos han muerto en las calles protestando, torturados en centros de detención como el terrible Helicoide, a menudo arrestados sin un verdadero cargo, a veces solo por un post en redes sociales. Las atrocidades cometidas por colaboradores cubanos no son ficción: son una horrenda realidad.

Por supuesto, Estados Unidos tiene sus propios intereses, y siempre los ha tenido, pero no podemos olvidar un Venezuela que alguna vez fue el país más rico de América Latina, donde los niños iban a la escuela con tranquilidad y no conocían el hambre. Un cambio es necesario, y aunque se pueda debatir sobre los métodos, no podemos ignorar que el pueblo siempre ha pedido ayuda. Durante años, los venezolanos han visto escapar sus esperanzas, y ahora nos preguntamos: ¿cuánto más tendremos que esperar? Las dictaduras deben caer, sin excepciones. No importa qué máscara lleven, los tiranos pronto se revelan: cierran los medios de comunicación, castigan las opiniones disidentes, torturan y hacen pasar hambre.

Si realmente hubiera un interés sincero por las sufrencias del pueblo, se celebraría la detención de este despiadado dictador.

Los estudiantes y jóvenes que salen a protestar merecen profundizar sus conocimientos, evitando dejarse manipular por aquellos que solo buscan propaganda y ventajas políticas. Es hora de alzar la voz por la verdad y la justicia; es hora de proteger los derechos humanos de todos.

 

 Cosmo de la fuente 

(ripubblicabile citando crediti)



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